Esternalizzazione servizi educativi scuole materne e asili nido

Esternalizzazione servizi educativi scuole materne e asili nido

L'assessore Morolli, quello che sarebbe stato nominato grazie a corsi di autostima, assomiglia tanto al Ministro della Guerra iracheno nei giorni dell'invasione USA: messo li e pagato per raccontare panzane innanzi ai media.

Non si spiegano altrimenti certe affermazioni riportate nella lettera alle famiglie per motivare l'esternalizzazione dei servizi di insegnamento per nidi e materne.

Il novello Assessore scrive che: "(le normative in tema di finanza pubblica) ...limitano la possibilità dell'ente di assumere" e che : "...impongono di ridurre costantemente e progressivamente la spesa sostenuta dal Comune per il personale".

Ebbene questo è falso, e l'Assessore Morolli uno spudorato bugiardo. Il motivo è presto detto. Il Decreto Legge n. 113 del 2016, all’art. 17, 228-bis prevede: "Per garantire la continuita' e assicurare la qualita' del servizio educativo nelle scuole dell'infanzia e negli asili nido degli enti locali, in analogia con quanto disposto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, per il sistema nazionale di istruzione e formazione, i comuni possono procedere, negli anni 2016, 2017 e 2018, ad un piano triennale straordinario   di   assunzioni   a   tempo indeterminato di personale insegnante ed educativo necessario per consentire il mantenimento dei livelli di offerta formativa, nei limiti delle disponibilita' di organico e della spesa di personale sostenuta per assicurare i relativi servizi nell'anno educativo e scolastico 2015-2016, fermo restando il rispetto degli obiettivi del saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate e le spese finali, e le norme di contenimento della spesa di personale". Le amministrazioni di Roma e Milano già si sono mosse in tal senso, per la stabilizzazione di centinaia di educatrici in graduatoria.

 

Chiarito che il Comune può assumere a norma di legge le insegnanti, purchè vi sia la necessaria volontà politica, deve essere altrettanto chiaro che non vi sono vincoli finanziari che lo impediscano. I valori del bando infatti, ammonterebbero ad una somma praticamente pari alla spesa sostenuta dal Comune nel caso le insegnanti necessarie venissero assunte a tempo indeterminato.

Quale potrebbe essere dunque la ragione che spinge l'Amministrazione a precarizzare piuttosto che stabilizzare - ad oggi in modo apparentemente immotivato - decine di qualificate insegnanti, spianando la strada a delle cooperative? Cooperative che, pur svolgendo una funzione sociale, assumeranno comunque con contratti molto più sfavorevoli sia dal punto di vista della stabilità che della retribuzione? Una traccia per una possibile risposta la si trova nelle parole dello stesso Morolli, che ricorda come nel recente passato i servizi mensa, i servizi di pulizia e per il sostegno ai bambini disabili siano stati esternalizzati.

Il bando per l'assistenza, la sorveglianza e la pulizia di nidi e scuole di infanzia è stato assegnato per tre anni al Raggruppamento Temporaneo d'Impresa composto da Formula Servizi alle Persone Società Cooperativa e Prime Cleaning Società Cooperativa. I nomi non dicono nulla a prima vista tuttavia, osserviamo che:

- Formula Servizi era socia di Salvatore Buzzi (nel consorzio Formula Ambiente, con 29 Giugno Servizi Società Cooperativa di Produzione e Lavoro), il pregiudicato omicida di Mafia Capitale, socio di Carminati "er Cecato" della Banda della Magliana, colui che tra l'altro ha pagato gli stipendi ad alcuni funzionari del Partito Democratico romano.

- Prime Cleaning è socia di Fiera di Rimini SpA attraverso Prime Servizi.

Si è trattato dunque dell'assegnazione di risorse pubbliche e del trasferimento di contratti di lavoro a un Raggruppamento Temporaneo d'Impresa riconducibile a una cooperativa che era socia con Salvatore Buzzi di Mafia Capitale e ad una seconda cooperativa controllata da una partecipata del Comune di Rimini.

Sembrerebbe quindi che il sistema cooperazione/partecipate/amministrazione/Partito Democratico descritto dal giornalista Antonio Amorosi nel suo recente libro Coop Connection trovi applicazione anche a Rimini. Vediamo perchè.

Ad oggi non sono state fornite valide ragioni per l'esternalizzazione dei servizi educativi, piuttosto sono state pronunciate e scritte esclusivamente delle plateali menzogne. Il sospetto è forte, che anche questa esternalizzazione faccia parte dello schema ormai classico descritto dal giornalista. Schema che prevede anche la precarizzazione dei lavoratori, affinchè diventino facilmente controllabili dal punto di vista del consenso elettorale, facendo peraltro lucrare sulla loro pelle dirigenti e funzionari che vengono spostati dalla poltrona di una partecipata, a quelli di una cooperativa a quelli del partito.

Come non notare del resto che, nonostante i richiami della Corte dei Conti per la privatizzazione di Rimini Congressi e Società del Palazzo dei Congressi, cui va aggiunto il parere positivo dell'Advisor KPMG per la privatizzazione di Fiera di Rimini SpA, il Sindaco continui a fare orecchie da mercante in tal senso? Dove c'è un obbligo di legge per la privatizzazione, l'Amministrazione non lo fa. Dove non è necessario esternalizzare, l'Amministrazione si inventa delle balle per farlo.

Un solido motivo per queste stridenti contraddizioni ci deve dunque essere. Va considerato che, oltre alla spartizione fra destra e sinistra delle poltrone più prestigiose e remunerate nei vari consigli di amministrazione, per Fiera di Rimini SpA e per le altre principali società della holding fieristico-congressuale lavorano decine di società in un regime di monopolio de facto. Questo consente il controllo di una parte importante dell'economia e della politica riminesi.

Aggiungere a questo sistema locale ulteriori appalti e dipendenti precarizzati, girandoli come fossero pacchi a delle cooperative la cui sopravvivenza dipende dai bandi dell'amministrazione, ha evidentemente più motivazioni. Sicuramente, un effetto tangibile è quello di rafforzare il controllo del sistema cooperative/partecipate/amministrazione/Partito Democratico sulla vita economica e politica della città.

I dubbi e i sospetti che anche a Rimini trovi applicazione il sistema di potere politico ed economico descritto dal giornalista Amorosi sono poi rafforzati da altri elementi.

 

Ad HERA infatti è stato assegnato in modo diretto un appalto da 154 milioni di euro per le fognature, senza alcuna bando europeo. Bando europeo che invece viene sbandierato come elemento salvifico per l'affidamento dei servizi di alcune decine di insegnanti e pochi milioni di euro di appalto. Inoltre, HERA è fra i principali committenti di Formula Servizi.

Voglio però essere ottimista e, magari, tutto si risolverà con una assegnazione ad una società o cooperativa vicina al gruppo politico Patto Civico per Gnassi, quelli che prima delle elezioni ripudiavano le poltrone e immediatamente dopo piazzavano un loro uomo alla guida di AMIR. E allora potremo considerare che ci siamo tutti preoccupati per veramente poco.

Luigi Camporesi

Obiettivo Civico

#Scuola #Rimini #ObiettivoCivico #Esternalizzazione #Cooperative

 

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