Interrogazione: Lavori Complesso “Acquarena e PUC ex Palacongressi”

Interrogazione richiesta da Cuore di Rimini

Rimini li 06/10/2016  Inviata via e-mail

Alla c.a.

Sindaco Comune di Rimini

Signor Andrea Gnassi

Assessore Urbanistica Comune di Rimini

Signora Roberta Frisoni

Assessore Arti Comune di Rimini

Signor Gian Luca Brasini

Interrogazione con Richiesta di Risposta Scritta Urgente Entro Cinque Giorni Art. 43 Comma 3 TUEL

Lavori Complesso "Acquarena e PUC ex Palacongressi"

Signor Sindaco, signori Assessori,

sottopongo alla vostra attenzione una interrogazione richiesta dal gruppo politico “Cuore di Rimini”.

“In zona denominata “Palacongressi – Vecchia Fiera” situata nel Comune di Rimini in Via della Fiera, sono in corso lavori al fine di realizzare un comparto immobiliare denominato: “Rimini Acqua Arena e PUC Ex Palacongressi”, così composto:

1) Area Pubblica lotto di mq. 3.500 mq SU, progetto che prevede la realizzazione di un nuovo impianto sportivo che racchiuda al suo interno diverse funzioni ed attività tra le quali zona piscine, area fitness, zona spa e ristoro (Settore 1, SU max.);

2.a) Area Privata lotto di mq. 5.000 destinato a Commerciale - Terziario (Settore 2, SU max.),

2.b) Area Privata lotto di mq. 2.500 destinato a Direzionale (Settore 2, SU max.);

3) Area Privata lotto di mq. 8.500 mq destinato a Residenziale (Settore 3, SU max.).

I rinvenimenti archeologici avvenuti nel corso del tempo e più significativi sono:

a) Busto bronzeo raffigurante Agrippina Minore esposto al Metropolitan Museum of Art di New York, ritrovamento documentato nel 1901 (sull'area dove è stato già stato realizzato il nuovo Palacongressi);

b) Vari monili e suppellettili di età romana, monete, vasi etc. di proprietà dei Musei Comunali, ritrovamenti dal 1878 (in entrambe le aree).

c) Tomba romana ad inumazione in cassa di piombo del I secolo d.C., con corredo funerario ed altri suppellettili esposta presso i Musei Comunali di Rimini, ritrovamento documentato nell'ottobre 1983.

Prendendo spunto dal ritrovamento della tomba romana, esposta presso il Museo Comunale di Rimini, e a seguito delle interrogazioni del consigliere Luigi Camporesi del settembre e di ottobre 2014, in un primo momento gli uffici competenti non riconoscevano alcun errore in relazione alla zona di ritrovamento, almeno in data 02.10.2014, mentre rettificavano parzialmente con risposta integrativa in data 07.10.2014.

Le risposte all'interrogazione del Consigliere Camporesi non trovavano all’epoca dei fatti riscontri oggettivi, stando almeno alla consultazione dei documenti storici e tecnici in nostro possesso. Per questa ragione fu presentata una ulteriore interrogazione dal Consigliere in data 30.10.2014, e nella relativa risposta in data 06.11.2014 veniva chiaramente ammesso da parte degli uffici competenti l’errore. Inoltre veniva comunicato che tale errore sarebbe stato sanato con l’adozione definitiva del PSC, avvenuta in data 04.11.2015.

Riconosciuto e ammesso il “grave errore” da parte degli organi comunali, venivano intraprese azioni da parte del Sig. Pistillo Leonardo, incaricato dalla forza politica Cuore di Rimini per seguire la questione sia con gli uffici comunali che con la Sopraintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna sede di Bologna, nelle persone dei Funzionari deputati e con il Sopraintendente, al fine di garantire che su quelle aree venissero applicati i vincoli di legge in materia di rischio archeologico.

In data 02.02.2016 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Soprintendenza Archeologica della Emilia Romagna – sede Bologna, inviava “parere di competenza”, comunicando che, a seguito di esame della relazione archeologica sui carotaggi eseguiti sull’area, si evidenziava che il numero dei carotaggi era pari a 35 e che non erano stati eseguiti su tutta l’area.

Tali indagini hanno permesso d’individuare la presenza di un suolo probabilmente riferibile all’età romana a debole profondità, ed è stato disposto che per le aree 1 e 2 venissero eseguite una serie di indagini archeologiche molto stringenti, come se l’area fosse ad “Alta Potenzialità Archeologica”, mentre per l’area 3 (residenziale), non è stata disposta nessuna indagine, se non una generica comunicazione ai sensi dell’art. 90 del D.lgs. 42/2004, tralasciando quanto previsto dalle normative integrative e modificative successive al medesimo decreto.

Visto il perdurare della situazione, in data 24.03.2016 è stato formalizzato un esposto al Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Comando di Bologna ad oggetto: “Esposto per violazione della normativa sui vincoli Archeologici e del PSC”, riferite alla tutela delle aree ove sono stati ritrovati reperti storici di rilevanza nazionale e internazionale, integrato con ulteriore documentazione in data 24.09.2016.

E’ notizia, peraltro confermata, che nelle aree indicate nelle interrogazioni fin dal settembre 2014, ossia quelle corrispondenti all'area 3, sono stati rinvenuti circa 10/15 tombe e i resti di un insediamento di età, pare, pre-romanica, reperti al vaglio della Sopraintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna sede di Ravenna, oggi competente per il territorio Riminese.

Si fa altresì notare che in data 04.07.2016 la Sopraintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna sede di Bologna comunicava, a mezzo lettera e agli Uffici Comunali, che la medesima sopraintendenza disponeva ulteriori indagini preventive, visti i parziali ritrovamenti, solo nel settore 2 area commerciale, mentre per l’area 3 (residenziale), nulla mutava.

Si reputa grave che, nonostante i ritrovamenti, il comune e gli assessori di competenza, per l'area 3 (seppur di proprietà privata) non abbiano ancora chiesto attraverso gli uffici competenti un’azione di monitoraggio e sorveglianza archeologica pressante, al fine di tutelare correttamente ulteriori ed eventuali ritrovamenti, e anzi oggi dichiarino di essere vigili ed attenti, mentre quando si produceva la documentazione anche attraverso le relative interrogazioni, non hanno mai dato alcun seguito alle segnalazioni oggi conclamate dai ritrovamenti.

Si fa notare oggi che, alla luce di questi errori ed omissioni acclarati, sia storiograficamente che tecnicamente, gli Uffici Comunali debbano ora prevedere una rivisitazione della mappa delle potenzialità archeologiche del territorio comunale.

Si domanda quindi:

1) Il soggetto che ha elaborato le mappe archeologiche per il PSC adottato ed approvato, verrà chiamato a rispondere, quantomeno economicamente, visti gli errori e le omissioni rilevate oramai in modo inconfutabile?


2) L'Amministrazione intende eventualmente intraprendere altre eventuali iniziative a carico di tali soggetti?”

Grazie

Luigi Camporesi

Obiettivo Civico – Vincere per Rimini

#ConsiglioComunale #Rimini #ObiettivoCivico #Camporesi #Acquarena #Palacongressi

 

Obiettivo Civico

Related Articles

Leave a Reply

Close
Close

Please enter your username or email address. You will receive a link to create a new password via email.

Close

Close